Il Gene della follia
Il Gene della follia Gene Wilder è stato una maschera comica dalle articolate sfaccettature, capace di passare dalla malinconia lunare degli esordi alla squinternata esagitazione nei ruoli che lo hanno consegnato alla memoria collettiva: manco a dirlo, quello del rampollo di casa Frankenstein in Frankenstein Junior di Mel Brooks e ancor prima, nella cronologia e nel ricordo dell’infanzia, quello di Willy Wonka, nel film di Mel Stuart tratto da un romanzo di Roald Dahl. Soprattutto in quest’ultimo, un Peter Pan riveduto da Edgar Allan Poe, l’attore conciliava Mary Poppins col Cappellaio Matto di carrolliano stampo, ostentando una follia freak che nemmeno Johnny Depp sarebbe riuscito a eguagliare. Non si può scrivere di Gene Wilder senza ricordarne l’apprendistato d’interprete teatrale presso l’Old Vic, prima di far parte anch’egli, per un breve periodo, dell’Actors Studio: fin da subito la passione per la recitazione si sposa con un corpo minuto e un volto non a...