Te la do io l’America: FAHRENHEIT 11/9
Te la do io l ’ America: Fahrenheit 11/9 “Spero non giri mai un film su di me” DONALD J. TRUMP Due anni appena del mandato di Trump sono bastati al cinema a stelle e strisce per offrire una prima valutazione su fasti (pochi) e nefasti del 45° presidente degli Stati Uniti, e sulle conseguenze del suo operato. Tanto l’afroamericano Spike Lee, in BlacKkKlansman , opta per l’invettiva in chiave di allegoria storica, quanto il sessantaquattrenne Michael Moore resta fedele al proprio paradigma: un’inchiesta giornalistica narrata in prima persona, a base di testimonianze e interviste, condita di feroce sarcasmo secondo l’usuale piglio. Inevitabile che anche il liberal Moore tenti a suo modo di ridestare la coscienza collettiva, come altrettanto inevitabile, a mo’ di paradosso, che il titolo del suo decimo lavoro, Fahrenheit 11/9 , sia una variante del j’accuse all’amministrazione Bush di quattordici anni prima, che fruttò il palmarès all’autore. I...