Con ogni mezzo non necessario: THE APPRENTICE – ALLE ORIGINI DI TRUMP
Con ogni mezzo non necessario: The Apprentice – Alle origini di Trump Improbabile, ed anzi: impossibile, che queste righe influiscano sul risultato delle imminenti elezioni presidenziali o ne pregiudichino le aspettative. Qualunque sia l’esito, solo il buonsenso – nei grami residui collettivamente rimasti – può decidere se la visione di The Apprentice – Alle origini di Trump possa contribuire a scuotere le coscienze, facendo chiarezza sui trascorsi d’una tra le più controverse figure degli ultimi lustri: si tratta semmai dell’innata ma sempre più logora volontà di fare il punto su quella politica, come testimonia l’altrettanto fresca distribuzione di Berlinguer – La grande ambizione , di Andrea Segre. S’aggiunga che la firma in regia d’un iraniano d’adozione danese – Ali Abbasi, noto ai più per Border – Creature di confine , presentato alla Croisette, e Holy Spider – affascina il senso dell’operazione e, conferendo valore aggiunto, la voglia d’asprezza nella disamina del 45°...