Ripartire da Lì/ynch Commenti e pensieri rivolti a un grande della Settima Arte, nemmeno ventiquattr’ore dopo la notizia della scomparsa, testimoniano quanto Lynch fosse qualcosa più d’un semplice occhio visionario: al punto da oscurare altre dipartite non meno considerevoli che l’hanno seguita (Joan Plowright, Leslie Charleson, Bob Uecker...). E se s’esclude la recente esegesi a firma Sergio L. Duma ed edita da Weird, David Lynch – Viaggio nell’occulto , tra carta stampata e social network ognuno ha potuto esprimere la sua (proprio tramite Facebook, non si dimentichi, se n’è appresa la scomparsa). Un fiume in piena che a distanza di due mesi ancora non s’arresta ed è probabilmente destinato a protrarsi, consentendo a chi scrive di tornare sulla questione e, se possibile, distinguere a mente fredda tra personale infatuazione e ridimensionamento analitico. Tutto e il suo contrario, come inevitabilmente accade nei confronti d’un gigante, esorcizzandone l’avvenuta lontananza s...
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