Per favore, svegliatevi: BLACKkKLANSMAN
Per favore, svegliatevi: BlacKkKlansman Il segreto del cinema di Spike Lee – quando non insiste su ridondanze che portano ad eccessivi didascalismi – risiede in due ingredienti. Il primo va cercato nella memoria di un popolo ancora bisognoso di urlare la propria lacerante ferita storica, il secondo in un’evoluzione socio-culturale dall’instabile pensiero politico, in cui il desiderio di mutamento (che dovrebbe serbare la necessità d’una coscienza lucida) sembra non impedire il riaffacciarsi di mentalità reazionarie e bigotte. La cosa giusta da fare by any means necessary , che da oltre trent’anni distingue la produzione del regista afroamericano, quasi sempre si barcamena tra l’obbligo della denuncia a squarciagola e l’ironica sfumatura con cui gridarla, talora a scapito di quest’ultima. È proprio il tono sarcastico a fare del lavoro di Lee un’opera di denuncia non superata, pronta anzi a palesarne la politique senz’alcuna paura di apparire di maniera, distante ...