Il fuorilegge tardivo: OLD MAN & THE GUN
Il fuorilegge tardivo: Old Man & the Gun In tema di rapinatori stagionati ci si ricorderà di un film di Martin Brest, Vivere alla grande , in cui tre anziani pensionati, in un impeto di senile vitalità, assalivano mitra in pugno una banca, a mo’ di beffardo riscatto per una vita interamente vissuta nel grigiore. Nel quarto lungometraggio di David Lowery, Old Man & the Gun – pure sceneggiato dall’autore su ispirazione dell’omonimo articolo di David Grann – non ci si sofferma tanto sulla figura realmente esistita di Forrest Tucker, artista dell’evasione, fuggito per sua stessa ammissione 18 volte con successo e 12 senza, quanto nel dare al ritratto di un malvivente connotazioni e ambientazioni da cinema romantico e nostalgicamente fuori moda: la rancida realtà dell’epilogo acquista così fiabesco sapore, accentuato da ironiche didascalie, e il sorriso esorcizza il resto. Il fatto poi che, con questo prodotto, l’ottantaduenne Robert Redford, icona della Hollywood anni S...