Questa volta parliamo di Lina
Questa volta parliamo di Lina Che Nanni Moretti non nutra simpatie per Lina Wertmüller è cosa nota, come mitizza il conato di bile verdastra di cui l’ alter ego Michele Apicella, nel primo lungometraggio del cineasta, è vittima solo a pronunciarne il nome (figurarsi di fronte a un accenno di rivalutazione...). E altrettanto nota è la reazione di Nanni in primis , quando l’autrice per eccellenza di film dal chilometrico titolo desidera conoscerlo di persona: il poco cavalleresco rifiuto di stringere la mano alla regista, romana ma di remote discendenze svizzere, non sarà mai dimenticato dalla Nostra tanto da rammentarlo, otto anni fa, nell’autobiografia Tutto a posto e niente in ordine , riprendendo un altro lavoro della propria produzione. Segno che se il tempo non lenisce mai completamente certe bruciature, il milieu cinematografico dispone di talenti, tra alti e bassi, non sempre reciprocamente disposti su registri di empatia. A onor del vero...