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Christopher Plummer, il sorriso dietro l’ambiguità

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Christopher Plummer, il sorriso dietro l’ambiguità  “ Sembra   che a me manchino le sfumature...”  CHRISTOPHER PLUMMER,  Lo strano mondo di Daisy Clover  Probabilmente qualcuno ricorderà l’episodio  de  I Robinson  in cui il figlio maschio della celebre famiglia televisiva deve svolgere, insieme al suo migliore amico, un compito in cui si deve analizzare il  Giulio Cesare . Privi d’entusiasmo, i coetanei s’apprestano a farlo, senonché di lì a poco i padroni di casa ricevono la visita di due professori: uno di essi, la cinquantottenne  guest star  Christopher Plummer, due anni prima di Robin Williams trasforma l’incontro in una rilettura improvvisata e vivace di Shakespeare, declamandone a viva voce alcuni tra i passaggi più memorabili, coinvolgendo gli ospiti e catturando l’entusiasmo dei ragazzi; e  dulcis in fundo , serbando l’identico  aplomb , recita una fiaba scritta dalla piccolina di famiglia. Un modesto esempi...

MANK, the other side of the legend

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Mank , the other side of the legend  I dissensi che carta stampata e  social network  hanno riservato, a pochi giorni dall’uscita, a  Mank , undicesimo lungometraggio di finzione firmato David Fincher, rivelano come il pur abusato sottobosco hollywoodiano mostri ancora di voler (e poter) dire di sé, senza venir meno al sempiterno principio di reinventarne l’effigie – arcinota, peraltro – badando a non perdere un briciolo del senso di “magico” impartito dalla fabbrica di sogni. Sortilegio che si dispiega già in apertura, con gli  opening credits  che sfilano in verticale su uno sfondo di candide nuvole, come in uno dei tipici titoli del periodo classico del ventennio Trenta-Quaranta – complice lo splendido bianco e nero di Erik Messerschmidt. La “poetica della nostalgia”, in pieno mutamento cinematografico negli anni a seguire, avrebbe provveduto a riadottare e riabilitare quel  sense of wonder  rendendone possibile la replica, talora rischiando la...

Phenomena(le)

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Phenomena(le)   Le ricordiamo ancora tutti le sue grida, strazianti e superflue, nell’epilogo di  Tenebre , dopo che involontariamente trafigge a morte con una scultura lo scrittore omicida Anthony Franciosa. Così come le premurose e ambigue movenze di Frau Brückner, vicedirettrice del collegio femminile svizzero in cui è iscritta la giovane protagonista di  Phenomena  (parte mai particolarmente amata, tanto da ritenerla “reazionaria”). E sette anni prima in  Suspiria,  di cui è autrice del soggetto e co-sceneggiatrice, già le toccano i panni di assassina, seppur indirettamente, doppiando Lela Svasta che incarna Helena Markos – e dove recita pure, in un ruolo minore. Ma se in  Inferno  è Elise De Longvalle Adler, la contessa malata destinata a un’atroce fine, risulta impossibile non menzionare la sua prova tuttora più ricordata: quella di Gianna Brezzi, autoironica giornalista che aiuta il pianista jazz David Hemmings in  Profondo rosso ; ed ...

Il re è morto, lunga vita al re!

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Il re è morto, lunga vita al re!   “ El sa non ha mai creduto veramente nel Graal... S’era illusa d’aver trovato un bottino.”  “ E tu, cos’hai trovato?”  “ Io? L’illuminazione.”  SEAN CONNERY e HARRISON FORD,  Indiana Jones e l’ultima crociata  Fu trentadue anni fa che la seconda rete televisiva nazionale ne prese ufficialmente atto:  Non solo Bond  si chiamava infatti la rassegna, incompleta ma sufficientemente rappresentativa, che Rai 2 dedicò a Sean Connery, riconoscendo che i suoi meriti andavano oltre la figura, sia pur da lui resa iconica, dell’Agente 007. Il titolo della rassegna suonava azzeccato ai limiti dell’aforisma, trattandosi d’un interprete ancora noto, ai tempi, perlopiù per tale ruolo, e ritrovatosi nel  milieu  della celluloide dopo un’umile gavetta tra esperienze giovanili nella Royal Navy e i lavori più disparati, culminate nella partecipazione al concorso di Mister Universo che lo classificò al terzo posto. Fis...