ONE NIGHT ON THE WHARF

One Night on the Wharf 


Per il debutto dietro la macchina da presa, il poeta e scrittore Han Dong adatta un suo lavoro, At the Pier, e il risultato, mantenendo l’umorismo nero dei suoi romanzi, è una commedia graffiante e divertente sulla poesia e gli imprevisti della vita: intellighenzia, microcriminalità e burocrazia si mescolano nel corso di una notte carica di incontri in un’anonima città portuale della provincia cinese. La matrice letteraria del film di Han è svelata in apertura (la poesia sulla vita declamata a modi sottofondo con la gente che scende delle scale), mentre il tocco dell’amico Jia Zhangke, cineasta e produttore del film, aleggia per lintera durata. Ammiratore de Il fascino discreto della borghesia, nel dissertare dei modelli impiegati Han afferma “Nobody specific but I always loved independent filmmakers like Jia Zhangke and Jim Jarmusch. Those would be the most significant inspirations(“Nessuno in particolare, ma ho sempre amato i registi indipendenti, come Jia Zhangke e Jim Jarmusch, a mio parere i più significativi”). Premiato al botteghino cinese indipendentemente dalla fama dei due registi, grazie al suo humour e alla sua critica sociale, One Night on the Wharf (선창에서 보낸 하룻밤 ) non mira ad essere un prodotto facilmente etichettabile o definito, oscillando tra satira di vita cinese e commedia sociale. La vicenda narra di un gruppo di poeti della città di Yancheng, che accompagna il poeta Ding Zi (Chai Chenggang) verso casa, in traghetto. Durante il viaggio sono accidentalmente coinvolti in una banale disputa con teppisti locali e guardie di sicurezza e qui conoscono un ufficiale di basso livello, Xiao Li (Chen Ji). L’uomo è uno delle migliaia di “poliziotti” ausiliari del Paese, sedicenti ufficiali – dichiara l’autore – inesperti e senza licenza, che più spesso aggravano la situazione anziché risolverla. I riferimenti di One Night on the Wharf inerenti il governo nazionale, girati nel tipico stile satirico di Hong Kong, evidenziano l’inquietante dinamica tra burocrati, intellettuali e la piccola, pittoresca delinquenza che pervade la città e, per estensione, la Cina. Dopo una notte turbolenta sul molo e per le strade della città, l’azione torna al punto di partenza e il film si conclude su un traghetto, all’alba, dove i personaggi convergono ancora una volta. Un inatteso getto d’acqua dà il via a una festosa battaglia che sigla un epilogo più edulcorato e sospeso che iconoclasta, senza granché collimare con quanto sin lì avvenuto. La scanzonata colonna sonora di Zhou Yunpeng funge da contrappunto per l’intero lavoro, e il mix di attori, semiprofessionisti e non, dà vita a un tipo di performance realista che costituirebbe il facile successo o la nota dolente di prodotti simili. Merito d’interpreti come Gao Bo, nel ruolo di Bai Pi, teppista che ha la peggio in una città che non dà scampo, costretto a vivere nell’ombra di coetanei migliori di lui e amareggiato dalle differenze che lo separano dalla rispettabilità dell’amico Xiao Li. Degno di nota anche Xiao Xia (Si Haozhao), un amante della poesia il cui nome, sfidando le aspettative di genere e sessualità, accende i riflettori sull’omofobia della città. E anche le figure di Ding Zi e Wang Shu (Liang Jingdong), orgogliosi intellettuali il cui disagio verso Xiao Xia mette in discussione tale intellettualismo. Orgoglio ferito e piccoli risentimenti si alternano a inserti d’ispirata commedia, condita di azioni incongruenti. L’esito è una disarticolazione strutturale che rammenta il verso e le poetiche avanguardiste di Han, regalando un tono curioso teso a rispecchiare le complessità e peculiarità legate alla classe, alle opportunità e alla percezione della società cinese. 

Francesco Saverio Marzaduri 

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