L’educazione sentimentale: LOLA DARLING
L’educazione sentimentale: Lola Darling
Secondo lungometraggio del ventinovenne Spike Lee dopo l’esordio, tre anni
prima, con Joe’s
Bed-Stuy Barbershop: We Cut Heads,
inedito in Italia. Lola
Darling,
ovvero l’educazione sentimentale d’una giovane donna di colore
più indipendente che innamorata, costretta suo malgrado a fare i
conti, o letteralmente a dividere il proprio letto, coi suoi tre
amanti maschi e, come se non bastasse, anche con una ragazza. Un
piccolo film costato due soldi, come se il budget
facesse
poi la differenza, Lola
Darling è
una sorta di doveroso omaggio al maestro della blaxploitation,
Melvin Van Peebles, che col suo primo maledettissimo film da un
titolo quasi impronunciabile – Sweet
Sweetback’s Baadasssss Song,
del ’71 – diede il via a un interminabile filone di cinema. Un
cinema di riscatto fatto da neri per neri, salutato di lì a poco da
una consacrazione di pubblico ben maggiore di quanto le aspettative
facessero sperare. E se l’eroe di Van Peebles era un tombeur
de femmes di colore, Sweetback appunto, Spike Lee invece opta per Nola, una
protagonista femminile: quasi un’ideale chiusura d’un cerchio.
Francesco
Saverio Marzaduri

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