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Roger Corman: la rivoluzione esplode a Hollywood

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Roger Corman: la rivoluzione esplode a Hollywood   Non capita sovente che il nome d’un regista acquisti meriti e importanza senza che la sua produzione annoveri un solo titolo davvero degno di nota. Impossibile discernere tale nome da un genere frequentato con assiduità o da una produzione visibilmente grama in mise-en-scène e impiant i narrativi. Ed è ugualmente impossibile separare la firma da un periodo controculturale fortemente condizionato dal mutamento di mode, gusti, pubblici. Eppure, dall’alto delle proprie 94 lune, a tutt’oggi Roger Corman non cessa d’essere un caso più unico che raro: la garanzia di una tecnica che non si premura granché di realizzare confezioni di qualità opinabile, il cui esito – risibile per palati esigenti, più semplicemente ingenuo – non va a scapito di un’indiscutibile professionalità.   Perché di tecnica, relativamente a Corman, si deve parlare in barba a giudizi talmente standard e uniformi da suonare datati come (e forse più de)i...

Un sogno chiamato felicità: CITTÀ AMARA

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Un sogno chiamato felicità: Città amara  “ Non m’importa chi abbia ragione e chi torto  non proverò a capire  lascia che il diavolo si prenda il domani  Signore, stanotte ho bisogno di un amico  Il passato ormai è alle spalle  e il futuro non lo vediamo  ed è triste essere soli  aiutami a superare la notte...”  KRIS KRISTOFFERSON  Dissolvenze incrociate introducono la città di Stockton, California; edifici e vetrine, insegne e cartelli segnaletici, gente che cammina per strada e anziani seduti con le mani in tasca o su lattine di birra; c’è una coppia che discute, un cliente con aria dimessa dal barbiere: la gente del posto.  In una manciata di secondi illuminati dalla fotografia di Conrad Hall, e sulle note della chitarra di Kris Kristofferson, il sessantaseienne John Huston conduce lo spettatore in un milieu che, ironizzando sull’originale titolo-antifrasi del film, è mille miglia l...

Kirk, la star senza paura

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Kirk, la star senza paura   “ Per raggiungere un obiettivo devi essere abbastanza coraggioso da fallire.”   KIRK DOUGLAS   Non si scappa. Per ogni cinefilo, anche non specialista del milieu holl y woodiano, ripensare a Kirk Douglas comporta rituffarsi a caldo in quell’ entourage dalla superficie dorata e dagli allettanti tentacoli, in cui è faticoso non lasciarsi tentare dal fiabesco. E, va da sé, fingendo di non sapere che zucchero e panna in superficie nascondano una più amara e all’occorrenza velenosa sostanza. L’occasione per farlo è adesso. Ora che l’ultimo dei leoni della vecchia guardia ha passato definitivamente la mano, superando il secolo all’età di 103 (l’unica ancora vivente è Olivia de Havilland, più anziana di cinque mesi), senza dar torto all’opinione generalmente più diffusa in questi casi: l’immortalità non è talvolta un’utopica concezione. Un’occasione d’oro giacché ripensare a Douglas, alla sua indimenticabile maschera spavalda e spaccona ...

RICHARD JEWELL, (anti)eroe dei nostri tempi

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Richard Jewell , (anti)eroe dei nostri tempi  “ Il potere della burocrazia continua a crescere mentre il pianeta si restringe e i problemi della società diventano più complessi. Ho paura che l’indipendenza individuale stia diventando un sogno obsoleto.”   CLINT EASTWOOD   Consapevole dei pochi calendari ancora a disposizione, il novantenne Clint Eastwood innesta, nei suoi ultimi lavori da regista, un quid che sfugge ai più, ma a ben guardare lucidamente inerente col proprio percorso esistenziale, in cui una sospirata saggezza concilia con un cerchio della vita prossimo all’epilogo – e pazienza se negli States, e non molto più diversamente da noi, l’esito al botteghino è inferiore alle aspettative. Come ne Il corriere – The Mule , uscito subito prima, anche in questo trentanovesimo lungometraggio, Richard Jewell , si coglie una sensazione di graduale risveglio che collima con una progressiva e faticosa maturità, conseguita non senza incagli. Spunto che, imme...