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Lettera a uno “spietato”

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Lettera a uno “spietato” “ Prima di giocare bisogna conoscere le regole.”  CLINT EASTWOOD,  Scommessa con la morte  A costo di farsi passare per ciò che non è, ma con tutte le ragioni per farlo, chi scrive ti considera il più grande cineasta statunitense vivente. Che, indipendentemente dai novant’anni raggiunti, riutilizzando l’espressione di un caro amico e collega, riesce ad essere senza tempo senza andare fuori tempo, conservando inalterata, dietro le granitiche rughe, la propria giovinezza artistica e umana.  E per quanto sovente mi sia occupato della tua filmografia tra riviste e  blog , voglio indicare qui solo un paio di motivazioni, strettamente personali, alla larga da ogni possibile blandizie o marchetta verbale. La prima: l’incondizionato amore per te, quasi un lustro fa, mi costò qualche autorevole aggancio su un noto  social network , sponsorizzando l’intervento di un collega che, a mio avviso, suonava più giusto di un altro, ...

Roger Corman: la rivoluzione esplode a Hollywood

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Roger Corman: la rivoluzione esplode a Hollywood   Non capita sovente che il nome d’un regista acquisti meriti e importanza senza che la sua produzione annoveri un solo titolo davvero degno di nota. Impossibile discernere tale nome da un genere frequentato con assiduità o da una produzione visibilmente grama in mise-en-scène e impiant i narrativi. Ed è ugualmente impossibile separare la firma da un periodo controculturale fortemente condizionato dal mutamento di mode, gusti, pubblici. Eppure, dall’alto delle proprie 94 lune, a tutt’oggi Roger Corman non cessa d’essere un caso più unico che raro: la garanzia di una tecnica che non si premura granché di realizzare confezioni di qualità opinabile, il cui esito – risibile per palati esigenti, più semplicemente ingenuo – non va a scapito di un’indiscutibile professionalità.   Perché di tecnica, relativamente a Corman, si deve parlare in barba a giudizi talmente standard e uniformi da suonare datati come (e forse più de)i...

Un sogno chiamato felicità: CITTÀ AMARA

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Un sogno chiamato felicità: Città amara  “ Non m’importa chi abbia ragione e chi torto  non proverò a capire  lascia che il diavolo si prenda il domani  Signore, stanotte ho bisogno di un amico  Il passato ormai è alle spalle  e il futuro non lo vediamo  ed è triste essere soli  aiutami a superare la notte...”  KRIS KRISTOFFERSON  Dissolvenze incrociate introducono la città di Stockton, California; edifici e vetrine, insegne e cartelli segnaletici, gente che cammina per strada e anziani seduti con le mani in tasca o su lattine di birra; c’è una coppia che discute, un cliente con aria dimessa dal barbiere: la gente del posto.  In una manciata di secondi illuminati dalla fotografia di Conrad Hall, e sulle note della chitarra di Kris Kristofferson, il sessantaseienne John Huston conduce lo spettatore in un milieu che, ironizzando sull’originale titolo-antifrasi del film, è mille miglia l...

Kirk, la star senza paura

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Kirk, la star senza paura   “ Per raggiungere un obiettivo devi essere abbastanza coraggioso da fallire.”   KIRK DOUGLAS   Non si scappa. Per ogni cinefilo, anche non specialista del milieu holl y woodiano, ripensare a Kirk Douglas comporta rituffarsi a caldo in quell’ entourage dalla superficie dorata e dagli allettanti tentacoli, in cui è faticoso non lasciarsi tentare dal fiabesco. E, va da sé, fingendo di non sapere che zucchero e panna in superficie nascondano una più amara e all’occorrenza velenosa sostanza. L’occasione per farlo è adesso. Ora che l’ultimo dei leoni della vecchia guardia ha passato definitivamente la mano, superando il secolo all’età di 103 (l’unica ancora vivente è Olivia de Havilland, più anziana di cinque mesi), senza dar torto all’opinione generalmente più diffusa in questi casi: l’immortalità non è talvolta un’utopica concezione. Un’occasione d’oro giacché ripensare a Douglas, alla sua indimenticabile maschera spavalda e spaccona ...