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Conflitto d’interessi: PARASITE

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Conflitto d’interessi: Parasite  “ Io che cono sco tanta gente, son venuto su dal niente,  C’ho una bella posizione, non è giusto che la perda,  Mi son fatto tutto da me, mi son fatto tutto da me,  Mi son fatto tutto da me...  Mi son fatto tutto di merda!”  GIORGIO GABER  Nella recente crociata contro cinecomics e prodotti Netflix – che vedono eponime firme del grande schermo schierarsi contro i primi, optando per i secondi pur di continuare l’attività – lo spettatore più attento avrebbe di che riflettere. Certo, non mancano le eccezioni se è vero che nel catalogo della citata Netflix un po’ di sole (d’autore) nell’acqua gelida della mediocrità permette di riscoprire antichi sapori in apparenza smarriti; così, mentre Amazon si decide a far uscire l’ultima fatica di Woody Allen nel mare magno delle polemiche, il crepuscolo d’una malavita in fase cimiteriale ( The Irishman di Scorsese) o la dolente lastra d’un ménage in crisi...

(Entrambe le parti della) STORIA DI UN MATRIMONIO

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(Entrambe le parti della) Storia di un matrimonio  “ Fo rse sono stupito dal modo in cui sei sempre con me   Forse temo il modo in cui ti lascio  Forse sono stupito dal modo in cui mi aiuti a cantare la canzone  Mi correggi quando sbaglio  Forse sono sorpreso per il modo in cui ho bisogno di te...”  PAUL McCARTNEY  Esiste nella filmografia del newyorchese Noah Baumbach, che a distanza di quasi cinque lustri conta una bella dozzina di titoli, un sottotesto da non interpretare come il fulcro nodale d ’ una visione registica; eppure, dettato da circostanze in linea con la frenesia della metropoli, questo sottotesto emerge inatteso a mo ’ di chiave, qualificandosi come altra faccia dell ’ assetto narrativo. Così, in Mistress America , una scrittrice in erba si serve di materiale umano per essere accolta da un club universitario per aspiranti narratori: niente di meglio che lo stile di vita glamour, scanzonato e irriverente, della s...

Enigma in rosso: L’UOMO DEL LABIRINTO

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Enigma in rosso: L’uomo del labirinto   Allo scrittore e criminologo Donato Carrisi piacciono gli enigmi intricati, e più lo sono – pensa – più devono sorprendere. Pago del successo conseguito con La ragazza nella nebbia , che gli ha fruttato il David di Donatello come miglior regista esordiente, riadatta alla seconda prova un altro suo romanzo imbastendo nuovamente una storia di sparizione ai danni di un’adolescente, tal Samantha Andretti, della quale non si sa più niente da quindici anni. La costante ricerca s’interseca coi dubbi e i rimorsi d’un investigatore privato, ancora coi tratti di Toni Servillo, il cui senso di colpa per non essere riuscito a rintracciare i sequestratori della giovane fa pendant con la propria mortale disfunzione cardiaca. Va da sé che il secondo lungometraggio di Carrisi fa uso, giocoforza, d’un assetto costantemente frammentato, costituito da tasselli a catena d’un rebus indecifrabile, mentre l’indagine à la Dürrenmatt, modello assai ...

LAKBAYAN

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Lakbayan  Lav Diaz, Brillante Mendoza e Kidlat Tahimik u niscono i propri talenti per un lavoro corale, sullo stato delle cose nelle odierne Filippine: dai lenti passi di tre uomini attraverso un selvaggio dispiegarsi in bianco e nero si passa a un’atroce critica dell’ élite su una marcia di protesta, in for ma di tragica rievocazione, per concludere con un documentario sugli incontri di un regista, a bordo d’un camper lungo il Paese, con alcuni artisti locali. I tre shorts che compongono Lakbayan (“Viaggio”) sono rappresentativi degli approcci diversi delle rispettive firme nel restituire arte politicamente eversiva; non nuovi al tema del viaggio, anche in questo caso i tre autori convergono verso una duplice destinazione: l’effettivo movimento geografico attraverso lo spazio reale cui segue un itinerario più interiore, che nel film si trasla in viaggio nel cuore della nazione, stemperato da discrepanti punti di vista. Unificando il tocco dilatato di Diaz, il realismo ...

WATCH ME KILL

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Watch Me Kill  Se l’educazione cinematografica di Tyrone Acierto ripaga della visione del suo Watch Me Kill , benché non sempre lo script viaggi alle stesse altezze, l’impressione è di un western stilisticamente distante dalle disordinate realtà sugli omicidi compiuti nel Paese. Girato in un tradizionale 16mm, l’aspetto démodé conferisce al film una certa irregolarità, laddove un dialogo volutamente povero fomenta la capacità di ricostruire un mosaico fortemente debitore di modelli quali Peckinpah e Tarantino.  Francesco Saverio Marzaduri

Quando non si trova (più) la via di casa: TUTTO IL MIO FOLLE AMORE

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Quando non si trova (più) la via di casa: Tutto il mio folle amore  “Le cose, per il cinema italiano, devono andare davvero maluccio se nemmeno un premio Oscar riesce a strappare unanimi consensi grazie al suo nuovo film”. Così il compianto Giovanni Grazzini, nel recensire Sud di Gabriele Salvatores, disaminava in poche battute la crisi d’una produzione in cui l’ambizione, coniugata ad un progressismo già a corto di fiato, non teneva il passo della denuncia all’origine, e il coraggio delle intenzioni poco poteva per nobilitarne l’esito. Se si considera quanto tempo e quanta acqua sotto i ponti siano trascorsi da quel 1993, suona paradossale che la situazione non solo non sia mutata ma paia sguazzare nel proprio torpore creativo, abbarbicata a stilemi ormai artefatti in cui pretesi voli d’autore, piccati per squarci poetici, si riducono a raffazzonati velleitarismi. Coronamento d’una filmografia iniziata trentasei anni prima, Tutto il mio folle amore , diciottesimo lungomet...

“Sedicicorto”, l’ultima sfida

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“Sedicicorto”, l’ultima sfida  Giunto alla sedicesima edizione e tenutosi dal 4 al 13 ottobre, il “Sedicicorto International Film Festival” di Forlì si conclude con discreto successo, grazie soprattutto a una giornata finale ricca di ospiti e ad un palmarès prestigioso, atto a premiare titoli eccellenti. A uscirne vera vincitrice, però, è l’evidente crescita della kermesse romagnola, ormai sempre più stabile nella rosa dei rilevanti eventi di settore in Italia e in Europa. Il segreto, con buona probabilità, risiede in un gioco di cifre m ai come quest’anno significative per la manifestazione che celebra il cinema breve: 240 le opere selezionate provenienti da 125 paesi, delle quali 164 in competizione e 76 fuori concorso, selezionate tra le 5108 sottoposte al comitato del festival. Numeri record, testimonianti l’importanza che l’evento forlivese va assumendo nel panorama internazionale.  Chi scrive non spenderà molte parole sul noto ed arduo compito cui il direttor...